Cleopatra
Carlo Maratta
Museo Nazionale di Palazzo Venezia
Il dipinto doveva far parte di un ciclo raffigurante donne illustri a simboleggiare le virtù femminili commissionato dal banchiere spoletino Francesco Montioni. Il ciclo non venne mai completato e la tela con Cleopatra venne donata nel 1747 a Tommaso Ruffo dal cardinale Troiano Acquaviva.
Questo dipinto di Carlo Maratta, principe dell'Accademia di San Luca nel 1664, ebbe un largo successo in quel periodo, ispirando numerose copie e disegni.
La regina egiziana, Cleopatra, ultima regina di Egitto nelle cui vesti si cela la figlia dell'artista,Faustina, spesso utilizzata come modella., viene raffigurata nell’atto di sciogliere un orecchino di perla di inestimabile valore in una coppa di vino durante un banchetto per poi bere il contenuto. Il gesto trae origine da una scommessa con Marco Antonio per la realizzazione del banchetto più caro e, al contempo, simboleggia l’ostentazione della ricchezza e dell’abbondanza dell’Egitto, secondo quanto narra Plino il Vecchio nella Naturalis historia.
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