venerdì 19 aprile 2024

Biografia di Carlo Maratta

 Carlo Maratta


Carlo Maratta, talvolta menzionato anche come Carlo Maratti (Camerano, 15 maggio 1625 – Roma, 15 dicembre 1713), è stato un pittore e restauratore italiano. Fu una figura centrale della pittura romana ed italiana della seconda metà del Seicento; durante la vita fu celebrato come il massimo pittore del suo tempo, improntando anche gran parte della produzione artistica del secolo successivo. Nel periodo neoclassico, la sua arte fu assai criticata e cadde nell'oblio; solo nel Novecento ne fu riscoperto il valore.

La pittura romana tra Seicento e Settecento era dominata dal contrasto tra classicismo e barocco; Maratti riuscì nel difficile compito di conciliare le due opposte tendenze, partendo dal classicismo di Raffaello e accogliendovi un barocco privo di eccessi retorici.

Molto interessante fu anche la sua opera di restauratore di opere pittoriche: gli affreschi di Raffaello della Villa Farnesina e, nel 1702, delle Stanze Vaticane, oltre a quelli della Galleria di Annibale Carracci a Palazzo Farnese.
La pittura del Maratti fu celebrata da Giovan Pietro Bellori che ne elogiava la grazia e la purezza di composizione, ritenendolo l'unico artista vivente degno di comparire nelle sue Vite de' pittori, scultori e architetti moderni, del 1672. Il Mengs disse di lui: ei sostenne la pittura in Roma che non precipitasse come altrove. Successivamente, nel periodo neoclassico si alternarono giudizi severi e lodi, ma nel complesso la sua arte fu assai criticata. Nel Novecento l'arte del Maratti fu riscoperta e il pittore è oggi ritenuto una figura cardine dell'arte tra Sei e Settecento




Giaele uccida Sisara - Carlo Maratta - Accademia di San Luca

 Giaele uccide Sisara

Carlo Maratta

Accademia di San Luca


Secondo il Bellori, il più grande biografo di Carlo Maratta, la piccola tela è tratta dai cartoni preparatori per la decorazione musiva del vestibolo della cappella della Presentazione nella Basilica di San Pietro. Maratta dedicò grande cura all’elaborazione di questo racconto biblico, realizzando molti studi della postura dell’eroina ebrea e del corpo di Sisara, generale cananeo nemico del popolo d’Israele. 

Il dipinto raffigura l'uccisione di Sisara, generale del re Iabin, oppressore del popolo d'Israele, da parte dell'eroina Giaele. L'episodio è tratto dall'antico testamento, narrato nel Libro dei Giudici. Il pittore ritrae il momento in cui Giale indica a un soldato il corpo senza vita di Sisara, mentre nella mano sinistra regge il martello con cui ha appena ucciso il nemico perforandogli la tempia con un piolo.

 


S. Bernardo sottomette l'antipapa Vittore IV a Innocenzo II - Carlo Maratta - Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme

 S. Bernardo sottomette l'antipapa Vittore IV a Innocenzo II

Carlo Maratta

Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme


Il dipinto è copia di uno precedente attribuito a Carlo Maratta, eseguito tra il 1660 e il '65, e trasportato nella Biblioteca del Convento in seguito alla sua costruzione (1724-28). 

Secondo alcuni studiosi nel 1870, l'originale fu ricollocato al suo posto per evitarne la dispersione, dunque il dipinto attuale sarebbe quello originale; la copia o l'originale collocato nella biblioteca del convento non è stato rintracciato.

L'elezione papale del 1130 ebbe luogo in seguito alla morte di papa Onorio II e si risolse con una duplice elezione: una parte dei cardinali, guidata dal cardinale cancelliere Aymery de la Châtre (italianizzato in Aimerico), elesse Gregorio Papareschi, che prese il nome di Innocenzo II, ma la rimanente parte dei cardinali ritenne illegittima l'elezione e procedette ad un'altra, eleggendo Pietro Pierleoni, che prese il nome di Anacleto II.

Per l'abilissima attività di S. Bernardo di Chiaravalle l'antipapa (Anacleto II) si vide a poco a poco sottratto ogni appoggio. Costretto a cercare protezione presso San Bernardo in persona, fu da questo indotto a deporre la tiara. Il 29 maggio 1138 gli ultimi partigiani dello scisma, fecero penitenza in S. Pietro e riconobbero formalmente l'autorità d'Innocenzo II.

 


Apparizione della Madonna col Bambino a s. Stanislao Kotska - Carlo Maratta - Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale

Apparizione della Madonna col Bambino a s. Stanislao Kotska

Carlo Maratta

Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale 


Il dipinto  Apparizione della Vergine, a San Stanislao, fu eseguito da Carlo Maratta intorno al 1686 ed è conservato a. Roma,nella Cappella di Stanislao Kostka della Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale.

La Cappella è dedicata a San Stanislao Kotska (1550-1568), giovane religioso di origine polacca, patrono dei novizi della Campagnia di Gesù.

L'altare di S.Stanislao si trova in una cappella a sinistra dell'altare maggiore, dove è posto un grande quadro di Carlo Maratta, che raffigura la Madonna con Gesù Bambino, come apparve a S.Stanislao durante il suo soggiorno viennese.



Gloria dei ss. Ambrogio e Carlo - Carlo Maratta - Chiesa dei SS Ambrogio e Carlo al Corso

 Gloria dei ss. Ambrogio e Carlo

Carlo Maratta

Chiesa dei SS Ambrogio e Carlo al Corso


La Pala d’altare  raffigura  la “Gloria dei santi Ambrogio e Carlo” dipinta da Carlo Maratta  intorno al 1685 – 1690  cioè nell’ultima attività artistica del pittore. 

Il dipinto è considerato una delle migliori opere di Carlo Maratta, in cui il pittore rivela una grande capacità di comporre la scena movimentata dalla presenza di molte figure. Il colorismo armonico si riveste di un alone aurato che da calore e vibrazione a tutta l'opera.








Fuga in Egitto - Carlo Maratta - Galleria Corsini

 Fuga in Egitto

Carlo Maratta

Galleria Corsini


La “Fuga in Egitto” è un dipinto (olio su rame, cm 61×48,5) di dimensioni ridotte realizzato nella seconda metà del XVII secolo da Carlo Maratta.

Il Maratta riproduce lo stesso tema in diverse opere, una fuga in Egitto conservato all’interno della Cappella di San Giuseppe o Cappella della famiglia di Sherlock di Waterford, nella Chiesa di Sant’Isidoro a Capo le Case a Roma un'altra  conservata nella Cappella Chigi o della Madonna del Voto, sita all’interno del Duomo di Siena o Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, in Toscana.

Il tema è tratto dall’episodio narrato nel Vangelo secondo Matteo. 
Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.


Madonna con Bambino e San Giovannino - Carlo Maratta - Galleria Corsini

Madonna con Bambino e San Giovannino

Carlo Maratta

Galleria Corsini 



La Madonna col Bambino e San Giovannino è un dipinto realizzato nella seconda metà del Seicento dal pittore marchigiano Carlo Maratta ed attualmente conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma.

L’ovale, di notevoli dimensioni, raffigura la Vergine che tiene in braccio il Bambino il quale rivolge la sua attenzione a San Giovannino sul lato destro, mentre sul lato opposto dell’opera sono dipinti degli angeli.


giovedì 18 aprile 2024

Il Battesimo di Cristo - Carlo Maratta - Chiesa di Santa Maria degli Angeli

 Il Battesimo di Cristo

Carlo Maratta

Chiesa di Santa Maria degli Angeli



Il dipinto proviene dalla Basilica Vaticana e precisamente dalla Cappella del Battistero all’inizio della navata sinistra, dove nel 1772 fu sostituito con una copia in mosaico. E’ menzionato dal biografo Leone Pascoli come una delle opere tarde di Carlo Maratta dipinto intorno al 1697.

La composizione del Maratta, di insolita monumentalità per l’artista, si presenta nel rispetto dell’iconografia tradizionale con le figure calate in un’atmosfera solenne e raccolta ad un tempo. Gesù sta nell’atto di ricevere il battesimo somministratogli da S. Giovanni nelle acque del Giordano. Nell’aria è una lucente gloria d’angeli e, nel basso, alcuni di essi sorreggono l’azzurro mantello del Redentore. In alto, la simbolica colomba, rifulge sopra il bel capo chino di Gesù.

In questa che è forse l’opera marattesca ad intonazione più marcatamente monumentale, il colorito perde di forza e ripiega su intonazioni gessose, accusando una certa stanchezza nel vecchio e fecondo maestro, che rappresenta la versione tipica romana dell’ormai lontano accademismo carraccesco attraverso la mediazione di Andrea Sacchi”.


Visitazione - Carlo Maratta - Chiesa di Santa Maria della Pace

 Visitazione 

Carlo Maratta 

Chiesa di Santa Maria della Pace



Per il rinnovamento della chiesa di Santa Maria della Pace Alessandro VII Chigi dovendo far eseguire quattro grandi quadri con le storie della Vergine per l'ottagono sotto la cupola, si rivolse direttamente a Carlo Maratta perchè scegliesse quale destinare a se'. Il pittore decise per la Visitazione, lasciando la Natività al Vanni, la presentazione di Maria al Tempio al Peruzzi e il transito della Vergine al Morandi 

Con il dipinto la Visitazione il pittore marchigiano raffigura sulla tela un episodio narrato nel Vangelo secondo Luca ovvero della visita della Vergine Maria alla cugina Elisabetta, la quale nonostante l’età avanzata e la presunta sterilità era in attesa di un figlio, San Giovanni Battista.  Con l’annunciazione l’Arcangelo Gabriele comunica alla Vergine Maria il concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo, e la notizia della gravidanza in età avanzata di Elisabetta, moglie di Zaccaria; Maria si reca pertanto in Giudea, vicino Gerusalemme, per supportare negli ultimi mesi di gravidanza la cugina.

In questo quadro, la Vergine Maria, con i capelli sciolti alla sua sinistra e vestita con una lunga e potente toga blu, e sua cugina Elisabetta occupano il centro di una composizione perfettamente equilibrata. A destra, troviamo Zaccaria, il marito di Elisabetta, che lavora nella casa in alto e San Giuseppe in basso con il suo asino. A sinistra, una cameriera che porta la biancheria e parla con una donna che tiene in braccio il suo bambino. Due angeli appaiono in alto, un cane in basso e un paesaggio montuoso sullo sfondo attraverso un lavoro architettonico.




Cappella De Sylva: Immacolata Concezione. Carlo Maratta Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case

 Cappella De Sylva: Immacolata Concezione.

Carlo Maratta

Chiesa di Sant'Isidoro a Capo le Case


Il dipinto è stato realizzato da Carlo Maratta intorno al 1663 ed è conservato nella cappella De Sylva della chiesa di Sant’Isidoro a Capo le Case. La pala d'altare è contenuta in una cornice di rose scolpita dal Bernini, sostenuta da cherubini in marmo.

Nella Chiesa il giovane Maratta mise in luce le proprie superiori capacità tecniche ed espressive e le fonti testimoniano la grande risonanza suscitata dalle opere che vi lasciò. Fu proprio in questa occasione che ebbe origine il legame tra il pittore e Giovan Pietro Bellori

Al centro, in piedi, la Vergine in posa classica e a piedi nudi calpesta il serpente; dietro di lui è una sottile mezzaluna. Abbraccia e offre il Bambino, che guarda il serpente esibendo la croce. Intorno, testine alate e angeli che pregano (a sinistra in alto) e che commentano l'evento (in basso a destra).




Allegoria della pittura . Carlo Maratta - Galleria Corsini

 Allegoria della pittura 

Carlo Maratta 

Galleria Corsini


Il dipinto, realizzato intorno al 1690,  non un’allegoria della pittura qualunque, ma il ritratto di Faustina, figlia di Carlo Maratta, artista di successo della Roma del Seicento.

La composizione è molto sensuale con l’immagine femminile dalle labbra socchiuse, che lascia scoperto il collo e intravedere una parte del seno, su uno sfondo completamente scuro.

Figlia naturale, avuta al di fuori di un legame coniugale, era stata riconosciuta legalmente dal padre non appena resosi possibile il matrimonio con la seconda moglie. Affascinante il gioco di rispecchiamenti: Carlo dipinge Faustina, a sua volta intenta a dipingere. Poetessa d’Arcadia oltre che pittrice, alcuni dei suoi sonetti traevano ispirazione dai quadri del padre, ad esempio la serie dedicata alle donne illustri della storia romana.

Qui ha circa vent’anni, nel pieno del rigoglio fisico e spirituale, ma la sua malinconia è presagio delle difficili prove che si trovò ad affrontare nella vita, tra cui un tentato rapimento da parte di un ostinato pretendente e, qualche anno dopo, la perdita del terzogenito di appena due anni.
Non solo, dunque allegoria della pittura, ma di tante altre cose: dell’amore paterno e filiale, delle speranze giovanili, dell’arte come consolazione e rifugio.



Cleopatra - Carlo Maratta - Museo Nazionale di Palazzo Venezia

  Cleopatra

Carlo Maratta

Museo Nazionale di Palazzo Venezia


Il dipinto doveva far parte di un ciclo raffigurante donne illustri a simboleggiare le virtù femminili commissionato dal banchiere spoletino Francesco Montioni. Il ciclo non venne mai completato e la tela con Cleopatra venne donata nel 1747 a Tommaso Ruffo dal cardinale Troiano Acquaviva.

Questo dipinto di Carlo Maratta, principe dell'Accademia di San Luca nel 1664, ebbe un largo successo in quel periodo, ispirando numerose copie e disegni. 

La regina egiziana, Cleopatra, ultima regina di Egitto nelle cui vesti si cela la figlia dell'artista,Faustina, spesso utilizzata come modella., viene raffigurata nell’atto di sciogliere un orecchino di perla di inestimabile valore in una coppa di vino durante un banchetto per poi bere il contenuto. Il gesto trae origine da una scommessa con Marco Antonio per la realizzazione del banchetto più caro e, al contempo, simboleggia l’ostentazione della ricchezza e dell’abbondanza dell’Egitto, secondo quanto narra Plino il Vecchio nella Naturalis historia



Immacolata Concezione e santi - Cappella Cybo - Carlo Maratta Basilica di Santa Maria del Popolo

Immacolata Concezione e santi - Cappella Cybo

Carlo Maratta 

Basilica di Santa Maria del Popolo



L’ “Immacolata Concezione e Santi” è un dipinto (olio su muro) realizzato nel 1686 dal pittore italiano Carlo Maratta, ed attualmente conservato all’interno della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.

Più precisamente nella Cappella Cybo, realizzata per volontà del cardinale Alderano Cybo, situata nella navata destra della Basilica di Santa Maria del Popolo, rivestita di pregiati marmi verdi e neri, decorata inizialmente dal Pinturicchio, e successivamente da Carlo Fontana è conservata la pala d’altare, “Immacolata Concezione e Santi – Giovanni Evangelista, Gregorio, Giovanni Crisostomo e Agostino” di Carlo Maratta.

Nel dipinto si percepisce facilmente il classicismo della composizione e il barocco dell’immagine fluttuante della Vergine e dei panneggi, nel perfetto gioco di luci ed ombre che creano un moderato effetto scenografico e pittorico.

Il dipinto raffigura la Vergine in alto e al centro della composizione, poggiata (o sospesa) su una nuvola e circondata da una aureola dorata e da alcuni puttini. Nella parte bassa sono dipinti i santi Giovanni Evangelista, Gregorio, Giovanni Crisostomo e Agostino impegnati in un dibattito teologico incentrato sul dogma della Immacolata Concezione della Vergine Maria. 

Adorazione dei Magi - Carlo Maratta - Basilica di San Marco

 Adorazione dei Magi

Carlo Maratta

Basilica di San Marco


Il dipinto l’ Adorazione dei Magi raffigura una scena molto semplice: sul lato sinistro è dipinta la Vergine con in braccio il Bambino e i tre Magi adoranti, sul lato destro, (uno dei quali il primo si trova inginocchiato ai piedi del bambino Gesù, il secondo appena dietro alle sue spalle, e il terzo in completa penombra) che offrono i loro preziosi doni (oro, incenso e mirra).

Eleganza e raffinatezza dell’opera emergono dalla morbidezza delle linee e dalle tonalità cromatiche, in particolare il blu, che possiamo ammirare nel manto della Vergine. L’opera l’ Adorazione dei Magi si trova precisamente sull’altare della terza cappella del lato destro, appartenuta alla famiglia Specchi, all’interno della Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio a Roma. 

Ai lati della cappella vi sono affreschi realizzati da Jacques Courtois, soprannominato il Borgognone.
Ulteriori opere di Carlo Maratta si trovano nella prima cappella della navata sinistra con gli affreschi raffiguranti la Madonna col Bambino (al centro), la Prudenza (a sinistra) e l’Innocenza (a destra).


 

Giuditta - Carlo Maratta - Pinacoteca Capitolina

 Giuditta 

Carlo Maratta

Pinacoteca Capitolina


E' una delle numerose copie di una celebre opera di Guido Reni databile intorno al 1625.

L’opera imperniata di un sublime classicismo (che richiama il classicismo reniano) raffigura il personaggio biblico, un momento prima della decapitazione, in piedi con gli occhi rivolti al cielo, mentre con la mano sinistra tiene la testa di Oloferne e con la mano destra impugna la spada. Da notare gli effetti cromatici inseriti nelle pieghe dell’ampio panneggio e la perfetta forma anatomica del braccio di Oloferne, reso ormai inerme dalla totale supremazia della donna.

Giuditta, la giovane eroina ebrea che per salvare il suo popolo uccide Oloferne, condottiero dell’esercito assiro, è una tematica biblica (Vecchio Testamento) ampiamente trattata dagli artisti italiani e stranieri.

Sacra Famiglia - Carlo Maratta - Pinacoteca Capitolina

 Sacra Famiglia 

Carlo Maratta 

Pinacoteca Capitolina



La tela va datata intorno al 1675-80 . Il pittore, uno dei protagonisti del classicismo pittorico romano della fine del seicento, propone nel proprio stile un'attenta rilettura dei principali modelli artistici del XVI e XVII secolo. In questa piccola opera devozionale è evidente il richiamo ai modi del Correggio.

Il dipinto Sacra Famiglia è imperniato di un sublime e raffinato classicismo sia nella composizione che nella gamma cromatica, con la Vergine, in primo piano, raffigurata a mezzo busto che tiene in braccio il piccolo Gesù, nudo coperto soltanto da un panno bianco. Il volto delicato e giovanile della Madonna viene esaltato a livello cromatico dal blu del mantello, mentre dietro la stessa è raffigurato di profilo San Giuseppe, più anziano, con capelli di colore grigio scuro e barba lunga, avvolto da un mantello porpora.



Natività - Carlo Maratta - Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami

 Natività

Carlo Maratta

Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami 


La Natività (o Adorazione dei pastori) è un affresco di Carlo Maratta databile intorno agli anni 1650 e custodito nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma.

L'affresco è stato dipinto per decorare l'oratorio della chiesa di San Giuseppe dei Tipini, probabilmente sotto la supervisione di Giovanni Battista Soria, negli anni 1650, probabilmente tra il 1653 e il 1654, anche se il ritorno del Maratta a Roma risale al 1650.

In seguito al crollo del soffitto della chiesa nel 2018 l'affresco, in via precauzionale come altre opere all'interno della chiesa, è stato estratto con l'aiuto di un braccio meccanico e riposto negli uffici del Vicariato.

Il dipinto ritrae in primo piano la Vergine Maria mentre tiene dolcemente in braccio il figlio Gesù. Nella scena ella è circondata da cinque angeli che guardano con adorazione il bambino appena nato. Lo sfondo nero serve a dar risalto ai colori utilizzati per ritrarre la Vergine, il blu e l'azzurro, mentre i volti dei sei angeli servono a "catturare" la luce sprigionata dal neonato.


Trionfo della Clemenza - Carlo Maratta - Palazzo Altieri

 Trionfo della Clemenza

Carlo Maratta

Palazzo Altieri 


Nel 1673 fu completato il grande salone. Il cardinale Camillo Massimo raccomandò Carlo Maratta come pittore e Giovanni Bellori lo aiutò nell'iconografia. Sul soffitto si trova un affresco di grandi dimensioni, il Trionfo della clemenza, una glorificazione allegorica del papa Clemente X circondato dai nipoti e altre figure.

Quando Maratta iniziò a dipingere , aveva intenzione di dipingere l'intero soffitto non solo il centro del soffitto. Tuttavia, i suoi datori di lavoro hanno ritenuto che il programma pittorico non fosse appropriato per una serie di motivi. Maratta dipinse quindi il pannello centrale composto nello stile dei soffitti delle chiese. 


Biografia di Carlo Maratta

 Carlo Maratta Carlo Maratta, talvolta menzionato anche come Carlo Maratti (Camerano, 15 maggio 1625 – Roma, 15 dicembre 1713), è stato un p...